Dietro la ruota – giugno 2013

Pro o non Pro-Built?

Vedi tutte le 1 fotoRob FortierwriterAug 16, 2013

Quando frequentavo la scuola d’arte, andavo in vari musei e gallerie d’arte per un motivo: l’ispirazione.

Uno degli argomenti più antichi dell’hobby che ho avuto il piacere di coinvolgere i centri intorno alle hot rod/custodie “pro-costruite”. Il problema che molti continuano ad avere è con il loro posto nella rivista – più in copertina, il loro posto contro le auto più “casalinghe/mondo reale”. E così come l’argomento continua, così anche la mia posizione: “pro-costruita, fatta in casa, la chiami per nome – se è una bella macchina, è quella giusta”.

Per quanto riguarda le costruzioni ad alto costo che sembrano sempre agitare le acque, la mia posizione non ha mai vacillato nemmeno su questo. Per me, non ha assolutamente nulla a che vedere con il fatto che io o te potremmo mai permetterci di far costruire un’auto a Brizio, Johnson o Chapouris, figuriamoci di possederne una su cui mettere le mani. In parole povere, è tutta una questione di ispirazione; idee che io e te possiamo prendere e incorporare nel nostro “mondo reale”, le nostre bacchette calde e le nostre abitudini.

Quando frequentavo la scuola d’arte, andavo in vari musei e gallerie d’arte per un motivo: l’ispirazione. Quell’ispirazione era un’esperienza di puro apprendimento. Oggi leggo riviste e libri storici per le stesse ragioni: l’ispirazione e l’apprendimento. Così come ho sempre saputo che non avrei mai posseduto nessuno dei Picasso che ammiravo così tanto allora, ora so che non possiederò mai una roadster a sei cifre e oltre di calibro AMBR o un Barris-survivor kustom. Ma posso prendere pezzi e pezzi da quelli che altre persone più fortunate sono in grado di possedere, di far costruire o di restaurare.

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