Lingenfelter Performance Nationals

L’onore di Record e.t. è lo spirito di un grande corridore di drag

Vedi tutte e 13 le fotoBarry KluczykwriterFeb 1, 2013

John Lingenfelter, un drag racer che ha capito la scienza di questo sport come pochi altri, ha fondato la società di ingegneria e tuning che porta ancora il suo nome. Alla fine del 2003, soccombette agli infortuni subiti durante un incidente sulla pista da drag nell’ottobre 2002.

Un decennio più tardi – dopo un certo tempo alla deriva senza la guida di John – la Lingenfelter Performance Engineering (www.lingenfelter.com) sta prosperando come una delle case più importanti della LS ad alte prestazioni. Questo grazie a un altro Lingenfelter che ha preso il timone: Ken Lingenfelter. È un lontano parente del defunto fondatore, ma il legame familiare ha avuto poco a che fare con l’acquisizione dell’azienda. Era un cliente che aveva per caso lo stesso nome e che aveva i mezzi, l’ambizione e la passione per cacciare LPE dalla neutralità e farla andare avanti.

Lo scorso settembre, Lingenfelter Performance ha organizzato un evento – il primo Lingenfelter Performance National – al Summit Racing Equipment Motorsports Park, a Norwalk, Ohio, come ringraziamento ai suoi clienti, una celebrazione dello spirito di John Lingenfelter e una scusa per andare a correre nell’aria fresca e frizzante dell’autunno. È stato anche un evento di qualificazione per l’OPTIMA Ultimate Street Car Invitational, per cui molti dei partecipanti hanno trascorso tanto tempo a schivare coni sul percorso di autocross quanto a far scattare i fasci di cronometraggio sulla pista di dragstrip. Durante l’evento c’è stato anche tecnicamente un salone dell’auto, ma alcune brutte condizioni meteorologiche che si sono abbattute prima e durante il fine settimana hanno cospirato contro di esso.

Anche i corridori stavano lavorando contro il programma di Madre Natura, ma il fronte freddo che soffiava dentro faceva meraviglie per gli e.t., dato che l’aria del pozzo minerario arricchiva la carica di aspirazione di tutte le auto nelle corsie di gara. Nessuno – nemmeno il proprietario/conducente Mark Carlyle – si aspettava l’impresa che ha compiuto durante le eliminatorie del sabato, con la sua Corvette Z06 del 2007 alimentata a turbo. Se ultimamente non siete stati al passo con le veloci vetture LS, vi daremo un indizio: La Vette di Carlyle si lancia ancora con una sospensione posteriore indipendente di fabbrica su pneumatici da 10,5 pollici. E’ roba seria che porta in pista, e la sua performance a Norwalk non solo ha annientato il suo precedente miglior 7.22 e.t., ma ha stabilito un nuovo punto di riferimento per le auto stradali LS, per non parlare delle Corvette IRS.

Sul percorso di autocross, è stato l’ingegnere del GM Dave Michaels alla guida di una Corvette Grand Sport Corvette 11 del ’11 preparata dalla Thomson Automotive che ha portato via il trofeo, eclissando le prestazioni di alcune macchine Pro Touring veramente ingannevoli. Ma era troppo difficile contrastare la Corvette leggera e ben bilanciata, che vantava freni ZR1 e qualche altra chicca di sospensioni, e una 442ci LS7 costruita da Thomson che produceva circa 700 cavalli naturalmente aspirati. Il lamento arrabbiato dello scarico di quell’auto ha fatto sì che le altre macchine modificate in pista sembrassero, a confronto, delle auto a noleggio tappate – e diciamo che sarà tutto il dovuto rispetto, perché la concorrenza era bollente. Michaels ha anche inchiodato un 11.38 e.t. sulla pista della Corvette, che ha contribuito a farne il Gran Campione per la parte di gara di OPTIMA.

Sì, un paio di Corvette ultimo modello hanno regnato durante il Lingenfelter Performance Nationals inaugurale, ma c’erano molti altri grandi veicoli presenti. Guardatele.

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